“Il giovane Karl Marx” di Raoul Peck

di Gianfranco Cella

Ovvero come fare un ritratto del “grande” filosofo del materialismo storico in una chiave originale. Così il regista Raoul Peck, con la collaborazione dello sceneggiatore Pascal Bonitzer, si concentra sul periodo giovanile (dal 1843 al 1850) delineando una figura che, in non pochi momenti, è addirittura simpatica e coinvolgente.

Si parte dal momento in cui Karl ha concluso la sua carriera accademica ed abbraccia la sua vita di pensatore. Appena sposato a Jenny, si trasferisce a Parigi e frequenta gli ambienti socialisti (Proudohn) ed anarchici (Bakunin) per poi stringere una grande amicizia con Friedrich Engels.

Il racconto prosegue con la sua espulsione dalla città che lo costringe a riparare a Bruxelles, poi a Londra. E si assiste ai periodi dei suoi primi trionfi, come la trasformazione della Lega dei Giusti (all’epoca della sua nascita addirittura clandestina) in Lega dei comunisti con un colpo di scena impensabile ed una votazione a maggioranza.

A seguire l’affermazione delle sue idee e la lunga serie di pubblicazioni. Per lo sviluppo della trama, il regista si avvale di scene corte ma di grande impatto visivo: l’intento è quello di essere emblematiche di una crisi o evoluzione repentina di episodi e vicissitudini. Paradigmatiche in questa chiave sono le immagini iniziali della raccolta, legale o meno che sia, della legna in un bosco da parte di un gruppo di poveracci.

Brilla sempre l’esuberante trio Karl, Jenny e Friedrich: ponendo, ove serva, l’accento sul fatto che Karl è il teorico/pensatore mentre Engels è più politico e meno impulsivo, non fosse altro verbalmente, e pronto a verificare sul campo e quindi portare a Karl idee ed adattamenti necessari per assicurare successo al suo pensiero.

Film difficile da seguire nella versione originale in ben tre lingue (francese, tedesco ed inglese). Esiste la versione interamente in lingua italiana dove il racconto si segue molto facilmente, aiutati da una semplice didascalia – lunga al massimo una riga – che appare sulla prima immagine che precede il cambio di location. Anche perché la scenografia si è avvalsa di bravissimi scout locators nel trovare gli ambienti ed i siti d’epoca indovinatissimi per creare le atmosfere delle riprese.

Di grande impatto l’interpretazione dei tre protagonisti in modo particolare August Diehl e Vicky Krieps nei ruoli rispettivamente di Karl e Jenny.

Gianfranco Cella