“Most Beautiful Island”: un esordio coraggioso

di Antonella D’Ambrosio

L’attrice Ana Asensio con grinta e determinazione si è impegnata alla regia di un film non facile e di denuncia, che ha meritatamente vinto alcuni premi e quello Speciale della Giuria all’ultimo South by Southwest (SXSW) di Austin negli Stati Uniti.

Con andamento sornione la pellicola segue le vicende sfigate di una bella giovane donna, interpretata dalla stessa regista, appena giunta a New York. Di Luciana capiamo, da brevi accenni sapientemente seminati, che ha un pesante passato dal quale è in fuga. La regista, è chiaro dalla passione che ci ha messo, ha attinto alla propria storia personale di immigrata: il dramma della crisi economica e della mancanza di lavoro sono palesi da subito.

Luciana vorrebbe solo trovare un impegno che le permetta di sbarcare il lunario e di non essere buttata per strada perché non può pagare l’affitto; un giorno riceve una proposta che sembra molto allettante e, le hanno promesso, senza palpeggiamenti o contatto fisico: si tratta solo di presentarsi ad una festa esclusiva e assecondare i ricchi ospiti.

Il dire e non dire della narrazione trascinano lo spettatore in un crescendo che non immagina e di cui nulla si può palesare per non togliere la suspense a questa incredibile storia che si può pensare anche vera.

Nel circuito indipendente internazionale ecco una pellicola che ha da dire molto sull’incapacità della società a enucleare la pericolosità di alcuni esseri umani: la noia e le eccessive ricchezze forse sono più da temere degli immigrati.

Girata in 16mm, con una macchina da presa agile, quest’opera ha il pregio di lasciare il segno e dire molto in 87 minuti di immagini incisive e scarno linguaggio.

Most Beautiful Island è in sala dal 16 agosto.

 

Antonella D’Ambrosio