Nati 2 volte. Al cinema dal 28 novembre 2019

di Monia Torre

È stato presentato alla Casa del Cinema di Roma il film Nati 2 volte, “l’opera seconda” del regista Pierluigi Di Lallo, che sarà nelle sale il 28 novembre prossimo. Come sottolinea il regista, Nati 2 volte è il primo film in Europa a trattare la transizione FtM, da donna a uomo. Lo fa prendendo spunto da una storia vera, raccontandola con leggerezza e fuori dagli stereotipi.

A quarant’anni, dopo la scomparsa di sua madre, Maurizio Di Tullio (interpretato da Fabio Troiano) è costretto a tornare a Foligno, il paese di origine da cui si era allontanato dopo aver deciso di cambiare sesso, per richiedere i documenti che attestino la sua nuova identità. Il viaggio diventa l’occasione per risolvere ciò che era rimasto in sospeso dopo la sua fuga da adolescente – quando tutti a Foligno lo conoscevano come Teresa.

È quindi il passo successivo alla transizione quello al centro del film: non tanto la lotta di Teresa per la ricerca della propria identità, per accettarsi come Maurizio, quanto la difficoltà di essere accettati in un contesto che fa fatica a considerare la ricerca e la scelta.

Questo avviene nella provincia italiana, meravigliosa e spietata, dove la difficoltà ad aprire spiragli ai pregiudizi più radicati incontra i limiti di una burocrazia farraginosa. Difficoltà e limiti incarnati perfettamente dal personaggio di Giorgio (Marco Palvetti), il fidanzatino di un tempo, ora impiegato all’anagrafe, da troppo tempo incastrato nei propri ricordi. Ma anche a lui, come per ognuno dei personaggi, “tutti ingabbiati in qualcosa” come sottolinea il produttore, Gianluca Pirazzoli il film offre una potenziale via di fuga, una seconda nascita.

Se a volte la ricerca dello spunto ironico può risultare un po’ forzata e alcune scelte eccessivamente bonarie, il film ha il merito importante di far riflettere con eleganza, tenendo alta l’attenzione dello spettatore. Per dirlo con le parole di Tiziana Di Tonno, che nel film interpreta la madre di Maurizio, “alla fine di questo film tutti dovrebbero chiedersi: Io credo veramente nella libertà? Quali sono i miei pregiudizi?”

Monia Torre