Le foto di Inge Morath al Museo di Roma Trastevere fino al 19 gennaio 2020

IRAN. Shiraz. 1956. Veiled Muslim women and caged cockatoos (wives of one man).

di Gianfranco Cella

La prima reporter donna della celeberrima agenzia Magnum Photos, come è stata Inge Morath, farà pure la differenza o no? Ebbene sì, ed ora c’è l’opportunità di apprezzarne il valore stilistico nella mostra a lei dedicata di 140 scatti e di alcune decine di documenti originali che ne ripercorrono le più significative esperienze professionali e prendere visione di alcune decine di documenti originali che ne raccontano le principali esperienze umane.

MEXICO. Durango. 1959. Actress Audrey HEPBURN during filming of “The Unforgiven,” directed by John Huston.

All’epoca, l’apparire sulla scena di una donna, rappresentava un precedente ed una circostanza inaudita, considerando il fatto sotto due punti di vista della categoria genere: il primo in quanto donna ed il secondo in quanto categoria fotografia. Per nostra fortuna è accaduto e così ci viene offerta la chance di vederla e conoscerla fino al 19/01/2020 presso il Museo di Roma Trastevere.

GB. ENGLAND. London. Publisher Eveleigh NASH at Buckingham Palace Mall. 1953.

Titolo della mostra “Inge Morath. La vita. La fotografia”: una retrospettiva intrigante che ci porta quasi per mano nel percorso che Inge ha seguito con passione, crescendo da un punto di vista qualitativo attraverso le sue esperienze ed i suoi incontri. La sua carriera fotografica le ha fatto percorrere Spagna, Italia, Medioriente, Russia e Cina. Decine di viaggi che Inge ha affrontato in una maniera, sua peculiare, che la portava ad approfondire – prima di partire- con lo studio la lingua, le tradizioni, la storia e la cultura quei paesi dove avrebbe realizzato i suoi reportage fotografici.

USA. Untitled. From the Mask Series with Saul Steinberg. 1961.
Photograph by Inge Morath/MAGNUM PHOTOS.

 

E faceva questo perché la sua ambizione principale era cogliere la verità interiore di persone comuni, personalità, celebrità e luoghi. Tanto è vero che era solita affermare che “la fotografia è essenzialmente una questione personale, la ricerca di una verità interiore”. Giusto poche note biografiche: Inge era austriaca di Graz e dopo la laurea conseguita a Berlino comincia ad interessarsi di fotografia. Diventa amica del fotografo Ernest Haas con cui collabora e le fa conoscere Robert Capa. Quest’ultimo la convince a lavorare per l’agenzia Magnum e contemporaneamente lei collabora con il grande fotografo Henri Cartier-Bresson. Haas e Cartier-Bresson saranno determinanti nella sua formazione stilistica.

USA. Untitled. (from the Mask Series with Saul Steinberg), 1962.
Photograph by Inge Morath/MAGNUM PHOTOS.
Mask by Saul Steinberg © The Saul Steinberg Foundation/ARS, NY

Poi viaggi e foto fino al 1962 anno in cui sposa Arthur Miller che aveva conosciuto sul set del film Gli spostati: Marilyn Monroe, dalla quale aveva divorziato, morirà pochi mesi dopo. La mostra esibisce alcune sue note fotografie, alcune delle quali sono diventate iconiche come quella che ritrae Marilyn che prova alcuni passi di danza sul set del film sopra citato di John Huston, il celebre ritratto di Audrey Hepburn sul set del film Gli inseparabili, l’immagine del lama la cui testa e lungo collo spuntano dal finestrino di un taxi, le famose foto di Venezia e della Cina, Spagna, Iran dove racconta con scatti memorabili la condizione delle donne in una società fortemente patriarcale, le immagini scattate a Roma dell’attrice Rosanna Schiaffino all’interno della sua casa, l’ultima foto da lei scattata che la ritrae seminascosta da unfoglia ed altre ancora.

USA. Reno, Nevada. 1960. Set of “The Misfits”. Marilyn MONROE.

Ma a ben guardare è nel ritratto che Inge   esalta la capacità di cogliere ed entrare in contatto con il soggetto mettendolo a nudo per svelarne le pieghe più nascoste. La retrospettiva si articola in dodici sezioni e la tappa romana segue l’itinerario italiano della mostra che è già stata a Treviso, ospitata alla Casa dei Carraresi, ed a Palazzo Ducale di Genova. Insomma un appuntamento imperdibile.

Gianfranco Cella

 

Inge Morath

La vita. La fotografia.

Museo di Roma in Trastevere

fino al 19 gennaio 2020

La fotografia è essenzialmente una questione personale:
la ricerca di una verità interiore  – Inge Morath

© Fotohof archiv / Inge Morath Foundation / Magnum Photos.