Macro Asilo (Roma): Museo Ospitale fino al 31 dicembre 2019

di Gianfranco Cella

Macro Asilo, cioè un nuovo tipo di museo live dove non c’è “niente da mostrare, è invece il museo nuovo che si mostra”. Così’ dice infatti la frase posizionata per prima in alto nella pagina che il Macro si dedica. Pagina dove vuole dare delle impressioni su cosa rappresenta il marchio Macro Asilo.

Ma pur apparendo per prima, come suo logo o una sorta di pay off, non pretende di rappresentarne tutti i contenuti ma uno dei suoi molteplici aspetti (ben 11 sulla carta). È’ facile dire che Macro Asilo è un luogo unico nel suo genere ma effettivamente il suo programma è un esperimento di museo ospitale che si concluderà il prossimo 31 dicembre, e quindi è unico per forza. Dopo questa data tutti i materiali esposti verranno smontati e rimossi per essere avviati alla discarica, o laddove possibile, riciclati. Mentre le performances, che avranno luogo negli spazi predisposti, cesseranno in quanto non più ripetute.

Cominciamo allora con una giornata tipo, quella ricca di eventi che ha avuto luogo la sera del 7 dicembre scorso: ma che è molto rappresentativa e può costituire quindi un modello di programma giornaliero. Nell’area più propriamente espositiva, il Salone dei Forum, vale a dire una buona parte della hall di piano terra, uno dei facilitatori accompagna, ogni ora, piccoli gruppi di visitatori.

Lo scopo è di mostrare loro la Quadreria e poi la Sala Rome dove è piazzato il “tavolo mappa” di Michelangelo Pistoletto. Il compito del facilitatore/mediatore è quello di lanciare idee o provocazioni sulla zona di fronte alla quale si sosta in quel momento. Brevi allusioni precedute da un’ancora più breve descrizione, ma capaci di facilitare l’immersione con il tema cui è intitolata ogni parete, o porzione della stessa, le opere esposte o installazioni.

Di seguito si sale ai piani superiori. Qui sono allestiti quattro atelier gemelli  nel senso che le aree disponibili sono equivalenti come spazi. Spazi che sono stati progettati per ospitare gli artisti al lavoro all’interno del museo.

Ognuno degli artisti trasferisce il proprio studio in un box vetrato, all’interno dell’atelier, per la durata di una settimana e realizzare un’opera live. La settimana inizia il lunedì e si chiude domenica: in questo intervallo di tempo, artisti diversi, con una possibile rotazione di uno di essi la/le settimana/e successiva/e, realizzano le loro opere.

Il giorno 7 dicembre erano rispettivamente Luca Valerio, Anna Di Fusco e Lucia Simone, Massimo Arduini. Il programma settimanale generale nel resto degli altri spazi disponibili può inoltre prevedere attività diversificate come: workshop, lectio magistralis, cinema nella sala appunto cinema e sul maxischermo della hall, ginnastica nell’area Incontri, ecc.). Completata la visita degli atelier si può apporre con un gessetto il proprio apprezzamento – con una o al massimo due parole – su una mega lavagna di ardesia.

Ma non è finita perché nella filosofia Macro sulle performances live (alle quali in qualche caso possono prendere parte gli stessi visitatori), l’arte si deve fondere con la musica ed il suono prendere forma nel foyer. Ammaliati e coinvolti dalla visita secondo il facsimile appena descritto, si apre quindi alla musica.

Allora, intorno alle 21:00 inizia uno workshop rivolto alle donne ultra diciottenni per farle avvicinare al mestiere di DJ, nome dell’evento Telasuoniamo. Un po’ più tardi delle 22:00 previste, iniziano il loro concerto il gruppo femminile delle Mujeres Creando.

Segue la performance “EOS – Il suono e la sorgente” e più tardi chiude la sessione Dj set per consentire ai visitatori ancora presenti di scatenarsi con la freak dance, ecstatic dance o free dance che sia, e qui veramente liberare le emozioni con la danza: l’improvvisazione trionfa anche con qualche piacevolissima esibizione degli appassionati più bravi. Ripetiamo, fino al 31 dicembre 2019.

Gianfranco Cella