Roma:”Memorie#Tradimenti” al Palazzo Doria Pamphilj fino al 12 gennaio 2020

di Gianfranco Cella

La famiglia Doria Pamphilij ha preso pretesto dalla mostra itinerante “Memorie#Tradimenti” per fare sfoggio degli appartamenti privati Floridi, in modo particolare il Bagno di Diana e la biblioteca, per concludere proprio a Roma il viaggio. E si tratta di un inserimento veramente particolare ed unico in quanto viene aperto per la prima volta al pubblico dopo alcune tappe che hanno avuto come scenari castelli e borghi circoscritti tra le Alpi e gli appennini liguri.

Quasi sistematicamente piccoli comuni italiani a parte Roma, Napoli, Genova e Venezia perché tutti legati alle vicende storiche delle due famiglie Doria e Pamphilij. L’obiettivo della mostra è quello mettere a confronto i tre tradimenti che complicarono non poco la vita avventurosa del duca Francesco Maria della Rovere. Quest’ultimo tra infanzia e maturità fu coinvolto in ben tre episodi di tradimento assieme alle famiglie Doria, Pamphilij e Floridi.

Il primo episodio riguarda Cesare Borgia che tradì Guidobaldo da Montefeltro ed il suo erede, Francesco della Rovere. Il secondo coinvolse sempre Francesco quando, dal 1507 al 1601, risiedette a Palazzo Doria Pamphili e tradì le aspettative dello zio Papa Giulio II. Il terzo coinvolse Lorenzo de’ Medici che rapì Orazio Floridi, all’epoca ambasciatore di Francesco, per carpirgli segreti militari e tradendo per questo Papa Clemente VII. È anche vero che all’epoca i tradimenti furono letti anche in chiave opposta, vale a dire rovesciando il ruolo di tradito e traditore.

La mostra organizzata dall’Associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphilij e dalla Fondazione Santa Francesca Romana ha affidato alla Bottega Tifernate il compito di ritrarre alcuni dei personaggi coinvolti nelle vicende sopra menzionate. Per farlo la Bottega è ricorsa allo stile artistico tipico del Rinascimento, in cui brillava Paolo Giovio, avvalendosi pertanto della tecnica chiamata pictografia. Vengono così rappresentati i traditi Andrea Doria (nelle sembianze del dio del mare così come ritratto dal Bronzino nel 1546), Orazio Floridi e Fazio Santoro. Fra i traditori Cesare Borgia, Lorenzo de’ Medici, i Papi Alessandro VI, Giulio II e Clemente VII, Francesco Maria della Rovere – ovviamente – ed altri ancora.

Abbina la mostra l’esposizione di due opere di Flavia Bigi, due dadi in marmo rispettivamente bianco e nero, il cui titolo Traditur è ispirato al tema della mostra. L’occasione si presenta eccezionale perché la mostra, gratuita, è ospitata negli appartamenti, ricordati all’inizio, che si trovano all’interno di Palazzo Doria Pamphili. L’edificio è stato la dimora di famiglie aristocratiche a partire dal XVII secolo e si presenta come una teoria, quasi interminabile, di sale riccamente decorate ed arredate oltre le aree museali della Galleria omonima.

Fra gli ambienti visitabili in occasione della mostra, brillano Il Bagno di Diana o ninfeo che si offre agli sguardi come una sala da bagno-alcova pompeiana. L’ambiente è decorato con grottesche ed una vasca conchiglia dedicata alla dea Diana, agli angoli statue dell’antica Roma e sulle pareti sono raffigurate immagini e frutti delle quattro stagioni. Si tratta di un regalo del principe Filippo Andrea alla moglie Mary Talbot. Di altrettanto pregio le Biblioteche del piano superiore. La mostra è aperta fino al 12 gennaio 2020.

Gianfranco Cella

 

Memorie#Tradimenti

Palazzo Doria Pamphilj, via del Corso 305, Roma
Appartamento Floridi (piano terra)
Ingresso libero
sito web: trustfdp.it