Roma, Palazzo Barberini. Il nuovo allestimento dei capolavori del Seicento

di Gianfranco Cella

Poco meno di tre anni fa, Flaminia Gennari Santori, direttrice della Galleria Nazionale di Arte Antica, aveva  lanciato le mostre collaterali alle esposizioni permanenti. Il suo obiettivo era legato al desiderio di fare dei musei uno spazio espositivo e luogo di confronto e di studio.

 

Continuando e sviluppando questa sua visione, sulla scia dell’ iniziativa dello scorso aprile, che aveva riguardato il riallestimento dell’ala meridionale del piano nobile, ora è toccato all’ala nord, sempre dello stesso piano. In questo caso si parla di 10 sale, dedicate al Seicento ed immediati precursori, che hanno subito un restauro completo integrato con un diverso percorso espositivo che segue un ordine sia cronologico sia geografico.

 

 

 

 

 

 

Il restauro ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici, con nuovi pannelli esplicativi e didascalie ragionate, nell’ottica di adeguare le sale al recente rinnovo dell’Ala sud. Il nuovo allestimento consente di avere a disposizione ben 550 mq di spazi espositivi, un po’ il cuore della Galleria, dove vengono ospitate le opere del Seicento, dalla 26.ma sala in poi.

Questo nuovo spazio espositivo è preceduto da cinque sale; quella che espone alcune opere del Tardo Manierismo, seguita da una successiva chiamata “sala dei Veneti di fine cinquecento”: qui ci sono Tintoretto, Palma il Giovane, El Greco, oltre ad un dipinto di rilievo quale Venere e Adone di scuola di Tiziano.

Una particolarità è poi rappresentata dal fatto che nella galleria, anch’essa restaurata e dotata di una nuova illuminazione, sono esposte opere di  pittura di genere, con due quadri di Bartolomeo Passerotti ed un Diluvio Universale di scuola di Jacopo Bassano oltre ad un inedito Frans Francken il Giovane. Dopo l’altrettanto inedito Altarolo portatile di Annibale Carracci, cui è dedicata la piccola sala n° 22, viene la 23.ma che espone Paul Bril con tre paesaggi in affresco.

 

E siamo quindi arrivati alla 24.ma sala dove Caravaggio la fa da padrone, quindi il caravaggismo italiano ed europeo completato con altri temi caravaggeschi; chiude infine la sala dedicata alla pittura bolognese dove figurano Domenichino, Reni e Guercino. Insomma le opere selezionate sono 80 e possono essere ammirate in una visita per molti versi suggestiva che, con un percorso circolare, consente di passare dallo scalone Bernini a quello di Borromini, anche con visuali dei giardini mai viste prima dai visitatori.

 

Così come di attraversare ed ammirare una infilata di sale da un’ala all’altra del Palazzo Barberini, passando dal Salone Pietro da Cortina alla Sala Ovale. Il riallestimento di Palazzo Barberini, come ha detto la direttrice in occasione della presentazione alla stampa del nuovo allestimento  si completerà “Il prossimo ottobre ed interesserà le sale dedicate al Cinquecento e si concluderà poi nel 2021, quando verrà riallestito anche il piano terra. Si tratta del frutto di nuovo impianto concettuale del Museo a cui penso dal mio insediamento, nel dicembre 2016, e che focalizza a Palazzo Barberini una struttura espositiva narrativa dal Medioevo al Settecento, cercando di valorizzare anche la storia del palazzo e dei Barberini”.

Frattanto i visitatori potranno apprezzare gli interventi sinora portati a termine.

Gianfranco Cella

 

Museo Palazzo Barberini. Il nuovo allestimento dei capolavori del Seicento  

Galleria Nazionale di Arte Antica. Palazzo Barberini

Via delle Quattro Fontane, 13   Roma