Comando Legione Lazio Arma dei Carabinieri

di Gianfranco Cella

Giacomo Acqua, a cui è intitolata la Caserma, era un tenente dei carabinieri che fra le sue imprese poteva vantare di aver partecipato alla presa di Roma del 20 settembre 1870. Ma anche per un brillantissimo comportamento nella lotta al brigantaggio tanto da venir decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, la più alta ricompensa, appunto, al valore. Nella presa di Roma, Giacomo era uno dei comandanti dei Carabinieri della Divisione Cosenza, in tale rango varcò quello la breccia di Porta Pia ed entrò in città, come ufficiale dei carabinieri, per primo.

Altri meriti li acquisì come principale artefice dell’organizzazione dei carabinieri nella città di Roma, il Cara124 …‘Carabinieri ar popolo’ o Mappa di Roma. Perse la vita nel 1874 in un conflitto a fuoco con alcuni banditi alle porte di Genazzano (Roma), nelle prossimità di un ponte che poi venne chiamato Ponte del tenente. Ebbe una ricompensa, sempre al valor militare, con la Medaglia d’Argento alla memoria.

L’edificio fu costruito nel 1800 su progetto di Giuseppe Valadier dopo una quasi completa riconfigurazione della Piazza del Popolo, che era durata oltre tre secoli, e per definizione è rimasta come l’ultima grande realizzazione di Roma papale. Ma anche un luogo piacevole che costituiva una sorta di gigantesca anticamera della città: qui venivano organizzati giochi, fiere, spettacoli popolari tipo la ‘corsa dei berberi’ al tempo di carnevale; l’unica eccezione a questo clima festoso, era rappresentata dall’esecuzione delle pene capitali che qui avevano luogo.

Tornando al palazzo è praticamente opposto alla chiesa di Santa Maria del Popolo e con la sua cupola posta al piano attico fa il verso di simmetria a quella leggermente più imponente della chiesa. L’interno dell’edificio è caratterizzato da un suo stile neoclassico e può vantare alcuni ambienti degni di nota. Innanzitutto, entrando dall’ingresso ad est, sulla destra la sala Valadier, a seguire un grande abbeveratoio semicircolare con mascherone.

Poi l’arditissima ampia scala a tenaglia che, partendo dall’atrio principale porta ai piani alti, ed è costituita da due rampe contrapposte che si ricongiungono in un piano. Una preziosità è esibita nell’atrio principale dove sono esposti, a media altezza sulle pareti, alcuni affreschi che riproducono scene allegoriche e classiche. Si tratta di dieci pannelli di varie grandezze con immagini eleganti e poetiche che lasciano immaginare quanto invece è andato perduto. Provengono, infatti, da alcuni ambienti della Torre di Paolo III Farnese che venne demolita, al pari del convento francescano di Santa Maria in Aracoeli, per lasciare spazio alla costruzione del Vittoriano di piazza Venezia.

Il palazzo originario dove ha sede la caserma, aveva subito nei secoli alterne vicende. Compreso il soggiorno di Martin Lutero quando l’edificio era convento dei monaci agostiniani, l’abbandono dopo il sacco di Roma del 1527 e successivamente divenne la caserma della Gendarmeria Pontificia. Al lastrico solare che copre parte del complesso, si trova la bellissima terrazza che offre una veduta panoramica sul tridente: uno sguardo più ampio e completo di quanto possa offrire la terrazza/belvedere del Pincio, in alto sulla sinistra.

Gianfranco Cella

 

Per prenotazioni e informazioni scrivere a informazionidifesa@smd.difesa.it www.difesa.it., prima che inizino alcuni lavori di restauro previsti a partire da fine inverno del prossimo anno.