Esodo, di Simone Cristicchi al Teatro Vittoria fino all’8 marzo

di Adele Materazzo

Entra in scena da solo, con le sue parole, la sua musica, la sua voce, Simone Cristicchi e polarizza immediatamente l’attenzione del pubblico con la sua sensibilità e la sua bravura. “Esodo”, spettacolo scritto insieme a Jan Bernas, è un monologo teatrale arricchito da immagini e musica (un’evoluzione del suo precedente spettacolo “Magazzino 18”) che racconta l’esodo di circa 350 mila persone, dal 1947 al 1954.

Erano italiani abitanti in Istria, Dalmazia, Fiume. Questi territori, alla fine della Seconda guerra mondiale, furono ceduti col trattato di Parigi (1947) alla Jugoslavia di Tito che aveva instaurato una dittatura comunista e che rese infernale la vita degli italiani. Dovettero scegliere se restare italiani e andare via oppure rimanere e diventare iugoslavi. Fu un esodo di massa.

Siamo partiti in un giorno di pioggia
cacciati via dalla nostra terra
che un tempo si chiamava Italia
e uscì sconfitta dalla guerra…

È un fatto storico ancora oggi poco conosciuto, spesso volutamente strumentalizzato o minimizzato da interpretazioni ideologiche. Cristicchi, da sempre impegnato in lavori teatrali e musicali di notevole impegno civile, ricostruendo accuratamente i fatti storici, affronta questa orribile pagina di storia del 900 in maniera non ideologica, “leggendola” semplicemente da un punto di vista umano, portando in scena il dramma di questo fiume di persone, entrando nella narrazione delle loro vite e delle loro sofferenze e dando voce al loro punto di vista.

… Ahhah come si fa
a morire di malinconia
per una terra che non è più mia
Ahhah che male fa
aver lasciato il mio cuore
dall’altra parte del mare… (Magazzino 18)

Arrivati in Italia, gli esuli furono segregati in campi profughi, diventando, così, profughi nella propria patria. Tra loro non c’erano solo fascisti, molti erano partigiani, e in massima parte erano comuni cittadini che cercavano di sfuggire alle violenze, alle intolleranze, alle foibe. È per commemorare questi drammatici eventi che è stato istituito, nel 2005, il Giorno del ricordo, che cade il 10 febbraio, anniversario del trattato di Parigi.

… Dentro la buca… Cosa nascondi dentro la buca?
Dentro la buca… Quanti segreti dentro la buca.
Noi camerati, noi comunisti, noi partigiani o poveri cristi.
Noi cancellati dalla coscienza,
perché il silenzio è come una bomba,
sarà per sempre la nostra tomba.
Dentro la buca, dentro la buca, tutto dentro la buca… (Dentro la buca)

Nel porto vecchio di Trieste c’è un deposito che contiene gli oggetti appartenuti a questa gente, oggetti che sono inventariati e accatastati.  Fotografie, giocattoli, sedie, quaderni, lettere: oggetti parlanti, oggetti capaci di raccontare speranze e desideri, sciagure e afflizioni, persecuzioni e torture. E morte.

…Tra questi armadi mangiati dal tempo e questi letti di sogni infranti

tra le montagne di sedie di legno che sembrano ragni aggrovigliati

tra cassapanche di foto ingiallite e di esistenze scampate alla bora  

sono nascoste migliaia di vite che nel silenzio ci parlano ancora…
è una storia di povere cose abbandonate, nascoste, dimenticate … (il cimitero degli oggetti abbandonati)

Simone Cristicchi, capace di mettere insieme fatti ed emozioni, ragionamenti e sentimenti, presta la sua voce intensamente evocativa a simboli, fotografie, parole e storie, ricostruendo pezzo per pezzo gli eventi storici e descrivendo con profonda pietà la tragedia di questo gruppo di esuli.

Mute testimoni, sullo sfondo scorrono le immagini di questa tragedia che merita di essere ricordata, a risarcimento del sopruso subito. Come mute testimoni sono le sedie vuote che Simone Cristicchi dispone in fila sul palcoscenico, mentre ricorda i nomi delle persone di cui ha raccontato le storie e che tutti noi presenti ricorderemo per sempre: Norma, violentata e uccisa, poi gettata in una foiba, Marinella, neonata morta di freddo, Giovanna, che non ha retto al dolore e si è suicidata. Il pubblico applaude commosso e la musica diffonde autentica emozione.

Adele Materazzo

 

 

 

ESODO

Racconto per voce, parole ed immagini

 

di e con Simone Cristicchi

produzione Corvino Produzioni

dal 25 febbraio all’8 marzo 2020