A Velletri le camelie in fiore, evocando Dumas e Verdi- 16/17 marzo 2013

testo e foto di Tania Turnaturi

Dal 16 al 17 marzo 2013, la 19° “Festa delle camelie”, organizzata dall’assessorato per promuovere i prodotti locali del comune di Velletri, rappresenta un appuntamento di risonanza internazionale per la valorizzazione della città e delle sue tipicità.

In anteprima, nella giornata di venerdì, gli insegnanti e gli alunni delle scuole cittadine sfilano per le vie del centro con le camelie di carta crespa confezionate personalmente.

Sabato, nella cornice di Villa Ginnetti è allestita la mostra-mercato delle piante in fiore, molte di scenografica e monumentale bellezza. Nelle piazze del centro storico s’insediano aree dedicate alla degustazione di prodotti tipici, dolci, tisane, enogastronomia locale. In altri spazi espositivi sono proposte attività culturali e folkloristiche, tra cui l’esposizione di pittura alla stazione ferroviaria, la mostra fotografica, spettacoli coreografici nel parco comunale; laboratori artistici e ricreativi di pittura, ceramica e restauro del legno presso l’Istituto d’arte.

Si diffonderanno le note di concerti musicali e di corali polifoniche nel palazzo comunale, tra gare e scuola di cucina nella galleria Ginnetti, aperitivo e recita di poesie dialettali a Porta Napoletana, spettacolo con falconieri e varie specie di rapaci e presentazione a scopo didattico della falconeria nella pagoda giapponese. All’aperto la mostra dell’antiquariato e artigianato, l’esibizione degli sbandieratori e musici con danze rinascimentali ispirate alla camelia, i pony riding e le carrozze trainate da pony per i più piccoli.

La festa è stata fin dalle prime edizioni occasione di scambio culturale tra la città veliterna e il popolo giapponese, e questo legame è rinsaldato ricreando l’atmosfera nipponica all’interno di una pagoda dove vengono esposti bonsai, rinnovato e illustrato il rito del thè.

Nelle due giornate un servizio di bus navetta è predisposto dalla Proloco Velitrae, con partenza da Villa Ginnetti. I collegamenti si snodanodo lungo diversi itinerari di visita delle ville e dei giardini privati, dove i visitatori sono attesi dagli studenti degli istituti agrario e turistico di Velletri. Disseminati nella campagna veliterna, tra distese di ulivi e viti, intorno ad antichi casali, esibiscono tutta la loro magnificenza imponenti siepi, alberi maestosi e monumentali di camelia japonica e sasanqua alti fino a 15 m, arbusti, alberelli a fiori semplici, doppi, semidoppi, privi di profumo o molto profumati, bianchi, gialli rosa, cremisi, arancio o screziati.

L’antichissima città dei Volsci, protetta dai freddi venti del nord, posta com’è sulle propaggini dei Colli Albani lungo il tracciato della consolare Appia, presenta  l’habitat ideale per la coltivazione della pianta: clima mite e piovoso e terreno acido di origine vulcanica molto drenato.

Originaria dell’Oriente dove simboleggia la caducità della vita poiché il fiore si stacca facilmente dal gambo, in Occidente è assurta a simbolo di longevità per la sua lunga durata.

In Italia la coltivazione è stata introdotta nel 1760, nel parco della villa reale di Caserta, da Maria Carolina d’Asburgo Lorena.

La letteratura romantica e l’opera lirica dell’Ottocento sono state pervase dal profumo di questo fiore con “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas, il cui personaggio rivive nella Violetta de “La Traviata”, melodramma musicato da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

 

Tania Turnaturi