“Cotture, ceramica da fuoco in Puglia” nella Casa Vestita. Grottaglie (TA), 1° agosto-1° settembre 2013

L’argilla rossa, utilizzata per modellare i manufatti che servivano per cuocere, sarà il file rouge tra l’ambiente domestico del XIX secolo e la quarta mostra ‘Cotture, ceramica da fuoco in Puglia’ di Casa Vestita, (via Crispi 63/a) che inaugura a Grottaglie (TA) il  1° agosto e sarà esposta fino al 1° settembre.

Saranno più di cento i prodotti artigianali antichi protagonisti del percorso espositivo, in diverse forme ceramiche e tutte già utilizzate nel corso dei secoli per la cottura degli alimenti. La novità della mostra riguarda gli spazi che quest’anno si arricchiscono estendendosi all’interno delle antiche cisterne.

Quartaredde, tiedde e tieste di diverse dimensioni e mai uguali, utilizzati in passato per la cottura delle tipiche pietanze pugliesi, ciùcculatere e cùcume adoperate per i decotti e per la preparazione del caffè d’orzo, fràceri fondamentali per riscaldare gli ambienti domestici durante l’inverno e una raro alambicco in argilla; saranno questi alcuni degli oggetti che il visitatore potrà incontrare all’interno della particolarissima mostra.

Un ruolo di primaria importanza sarà invece dedicato alla pignata, regina delle pentole pugliesi utilizzata per la cottura dei legumi secchi e delle classiche fave; manufatto che a volte era rivestito da una maglia metallica per aumentarne la resistenza agli sbalzi di temperatura, facendo così assumere alla pignata firrata un aspetto quasi militaresco.

“Cotture”, curata dall’archeologo Simone Mirto e dal ceramista Mimmo Vestita, espone una preziosissima raccolta, importante non per il suo valore artistico ma per la rarità dei manufatti dovuta alla scarsa considerazione subita nel corso dei secoli. La ceramica da fuoco non è stata mai oggetto di collezionismo poiché una volta usurata veniva rotta, riutilizzata per scopi edili o gettata via, a volte all’interno di quei butti (grandi pattumiere domestiche) che ci hanno restituito l’esemplare rinascimentale esposto in mostra.

Una produzione strettamente d’uso ma che come tutta la ceramica popolare grottagliese custodisce in sé un gusto intrinseco. Dopo aver realizzato il manufatto al tornio, il pignataru, ceramista addetto alla realizzazione di ceramica da fuoco, dava a esso la garbatezza e staccandolo con un filo di ferro dal tornio ne arrotondava sapientemente gli angoli vivi alla base in modo che il suo aspetto non fosse mai spigoloso ma sempre garbato e gentile.  Nell’ambito della mostra sarà possibile visitare la chiesetta rupestre con i suoi affreschi databili tra il XII e XIV secolo.

Diverse saranno le manifestazioni gastronomiche collaterali che si svolgeranno nell’ambito della mostra, in collaborazione con realtà di carattere locale e nazionale come la quarta edizione di Vino è Musica, l’appuntamento ad hoc per assaporare i vini pugliesi tra installazioni di arte e percorsi enoculturali, il 3 e 4 agosto a Grottaglie.