Pizzomunno e Cristalda: leggende e bellezze del Gargano

di Giuseppe Bonfitto

Tra le leggende garganiche, la più famosa e forse la più affascinante è quella di Pizzomunno.

(Pizzomunno, foto G.Bonfitto)

 

 

Ci troviamo nella provincia di Foggia ed esattamente a Vieste una delle località più belle del Gargano. Pizzomunno è un monolite alto circa 25 metri posto all’inizio della spiaggia cittadina di Vieste.

Leggenda narra che Pizzomunno fosse in realtà un pescatore molto bello e forte, perdutamente innamorato di una bellissima ragazza del suo villaggio, con i lunghi capelli color del sole: Cristalda.

Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente ogni giorno le sirene lo aspettavano per cantargli le loro dolcissime canzoni ammaliatrici. Le creature marine non si limitavano a cantare, ma prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono più volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante.

Ma Pizzomunno amava la sua Cristalda e niente e nessuno lo avrebbe mai persuaso a tradire l’amore che lui provava per lei.

(Pizzomunno, foto G.Bonfitto)

 

 

 

 

Ecco che una sera, mentre Cristalda stava ad aspettare il suo Pizzomunno su di un isolotto di fronte al mare, le sirene emersero dall’acqua, aggredirono Cristalda e la trascinarono negli abissi del mare.

Pizzomunno, sentite le urla di Cristalda, si precipitò e …

Il giorno dopo i pescatori trovarono Pizzomunno pietrificato dal dolore sopra un bianco scoglio che da allora porta il suo nome. La leggenda non ci specifica bene cosa accadde alla fanciulla, ma si racconta che ogni cento anni per una sola notte la bella Cristalda risale dagli abissi e si ricongiunge al suo Pizzomunno .

Molte sono le varianti di questa leggenda. E molti sono ancora oggi gli amanti che si ritrovano ai piedi del monolite per esprimere i loro desideri come a suggellare l’unica costante che ricompare in queste storie e cioè l’amore.

Ma Vieste non solo leggenda, Vieste è anche una realtà turistica affascinante.

È il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia. La particolare dislocazione urbanistica di Vieste è legata alla natura carsica del Promontorio Garganico, caratterizzato da strati rocciosi, spesso erosi dall’azione marina.

(Vieste, foto G.Bonfitto)

 

 

Il nucleo dell’abitato sorge infatti su una piccola penisola rocciosa, dalla forma più o meno simmetrica, caratteristica per le sue tre baie separate da due punte: Punta di San Francesco e Punta di Santa Croce.

Punta di San Francesco è rivolta verso est, ripida, rialzata e aspramente rocciosa: è qui che si ritrova il centro medievale, protetto e al riparo da attacchi nemici nel lontanissimo passato. In questa parte, ricca di vicoli, scalinate e archi, si ritrova la maggior parte dei più prestigiosi edifici storici (Chiesa di San Francesco, cattedrale).

Punta di Santa Croce, rivolta a nord, più bassa. In questa zona, relativamente pianeggiante, il comune ha cominciato a espandersi soltanto verso l’Ottocento.

(Vieste, foto G.Bonfitto)

 

 

La vita del paese e i suoi punti d’aggregazione (nuovo municipio, parco comunale, chiesa di Santa Croce ecc.) cominciarono a gravitare sempre più verso questa parte. Sulla Punta di Santa Croce sorge il porto di Vieste, tutt’oggi importante per le attività peschiere e per il traffico marittimo verso le Isole Tremiti, la Croazia e verso Manfredonia dalla quale dista 50 km.

Tra le due punte si ritrova la piccola spiaggia della Marina piccola, rivolta verso il faro (ove vige divieto di balneazione). A sud della punta di San Francesco si ritrova la lunga spiaggia sabbiosa del Pizzomunno che inizia dalle rocce calcaree sulle quali fu costruita la città e che si estende verso sud in direzione di Pugnochiuso.

A ovest della punta di Santa Croce, invece, si ritrova l’altrettanto lunga spiaggia di San Lorenzo, che a differenza della prima è ancora abbastanza ricca di spiagge libere. (Vieste, foto G.Bonfitto)

 

 

Inizia dal settore urbano edificato a partire dall’Ottocento (zona del porto) per estendersi verso ovest, in direzione di Peschici.

Lungo la costa è possibile ammirare alcuni trabucchi, antiche installazioni da pesca provviste di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. È questo uno degli elementi storici che distinguono la zona garganica rispetto al resto della Puglia, per avvicinarla tendenzialmente alle province confinanti a nord (coste di Abruzzo meridionale e Molise).

Vieste è sempre stata un punto di riferimento di primo piano per partenza ed arrivo alle Isole Tremiti, situate poco lontano a nord della costa. Vale esattamente lo stesso discorso per la Foresta Umbra, che costituisce un patrimonio biologico inestimabile per l’Italia del Sud. La necropoli paleocristiana La Salata, situata ad est della cittadina, è una delle più antiche e caratteristiche del bacino mediterraneo. Il santuario di Santa Maria di Merino è situato poco lontano.

Lungo la costa del Gargano, il mare, come fantasioso scultore, ha scavato nella roccia calcarea, generando cavità e formazioni rocciose dalle forme più svariate e bizzarre. Ne è un esempio particolare Pizzomunno. Lo stesso discorso vale per l’Architiello, scavato dall’erosione presso la strada per Pugnochiuso a sud di Vieste. La “grotta sfondata”, quella dei “due Occhi, la “grotta Rotonda”, dei Pipistrelli, del Serpente, la Viola e la Smeralda, offrono escursioni da sogno.

 

Giuseppe Bonfitto