“Primi piani” di Bruno Pellegrino. Roma, Complesso del Vittoriano, 19 settembre – 3 ottobre 2013

Il Complesso del Vittoriano ospita dal 19 settembre al 10 ottobre 2013 la prima mostra personale di Bruno Pellegrino, “Primi piani”, a cura di Duccio Trombadori. Circa cento opere, tra oli e sculture, più l’installazione Mare Nostrum.

“Bruno Pellegrino naviga a vista come un rabdomante: se non ama citare maestri e modelli, egli tuttavia metabolizza un vasto patrimonio di cultura artistica che emerge abbondante dal filtro della sua immaginazione”. Così il critico Duccio Trombadori introduce la figura dell’artista, che in Italia si è distinto: come uomo politico e di cultura, ben consolidato nel ceppo antico del socialismo milanese, con la sua tradizione laica, democratica e riformista. Vive a Roma. Da alcuni anni, si è messo a osservare il mondo con occhi di pittore, e ci è riuscito”.

Pellegrino pone al centro della pittura l’attenzione per l’uomo come elemento di un’umanità indistinta, membro di un popolo anonimo fatto di personalità diverse ma non necessariamente identificabili. Per una geografia dei volti governata più dai colori e dalle emozioni che dalle forme, «ricavando soggetti per saggiare il difficile equilibrio tra il momento ricettivo della coscienza e quello produttivo della espressione», spiega il curatore della mostra.

«Qualcosa di questa propensione all’ascolto e all’immedesimazione e di questo interesse per gli altri intesi come individui, non come massa, sembra essersi proiettato nella straordinaria, quasi maniacale, produzione di una incredibile varietà di volti che caratterizza la pittura di Bruno Pellegrino, volti solo in piccola parte di persone conosciute e più spesso di persone semplicemente immaginate», cosicché «i volti che gli vengono incontro sono filtrati, stilizzati, provengono da un immaginario condiviso e acquistano vita ed evidenza attraverso interpretazioni formali già avvenute, che non producono copie o imitazioni ma partecipano a un movimento di danza, a un cinematografico sistema di dissolvenze incrociate in cui non c’è nulla di scontato e di prevedibile», spiega Paolo Portoghesi, tra gli autori del catalogo.

La mostra La Sala Zanardelli del Vittoriano ospita circa cento opere di Bruno Pellegrino, quasi tutti oli. Cinque sono sculture, i restanti lavori sono suddivisi in tre temi principali: ritratti, fiori, pesci. Cinquantuno oli che raffigurano la fauna marina sono raccolti in un’unica sala dando allo spettatore l’illusione di trovarsi in un acquario luminescente (Mare Nostrum). L’artista oscilla tra due polarità dominanti: «la polarità intimistica che ha la sua sponda in Munch, nel primo Picasso, in Soutine, in Modigliani e la seconda – continua Portoghesi – in cui il contorno perde la sua continuità e riemerge una carica espressionista; qui sono De Pisis, Sironi, ma anche Freud i maestri coinvolti nella ricerca di un linguaggio».

 

 

Autobiografia   Mi è capitato più volte di cambiare vita, di voltare pagina, di iniziare nuove avventure. Mai in modo così radicale, però, come in questi ultimi cinque anni. I colori, le forme, la pittura e, in piccola parte, la scultura mi hanno catturato in maniera vigorosa, assorbente. E, quello che più conta, gratificante. Una vera torsione esistenziale. Lavoro molto, anzi moltissimo. Uso materiali e tecniche diverse. Esplorando linguaggi apparentemente difformi gli uni dagli altri. Ho vissuto con riservatezza questa inattesa e tardiva passione. Ora è tempo di rendere anche pubblica questa mia intenzione espressiva. Giudico naturale, a questo punto, condividere gli esiti della mia ricerca. E allora, eccomi qui. Per chi fosse interessato alle mie stagioni passate, eccone un breve riassunto. Sono nato ad Amorosi, nel Beneventano, il 12 marzo 1946. Giovanissimo ho piantato a Milano le mie radici, e lì sono rimaste per lunghissimo tempo. La grande parte della mia vita si è concentrata sulla politica, sul lavoro culturale e sulla comunicazione. Impegni pubblici e privati. Agli inizi degli anni Settanta, sono diventato Segretario del Club Turati , a quel tempo, il maggiore centro culturale dei riformisti. Poi, eletto nel Consiglio Comunale di Milano e Presidente del “Comitato Regionale per i Servizi Radiotelevisivi della Lombardia”. Nel 1980 ho fondato il “Club dei Club”, il primo tentativo di associazione nazionale dei centri culturali laici e  socialisti d’Italia. Successivamente, sono entrato a far parte del Consiglio d’Amministrazione della Rai. Ho assunto la responsabilità nazionale del Dipartimento Culturale del Partito Socialista. Sono stato Senatore della Repubblica. Dopo il 1992, ho abbandonato la politica attiva. Ho scritto libri, diretto una casa editrice e fondato, come imprenditore, un canale televisivo satellitare sull’enogastronomia. Dopo, inattesi: i piaceri dell’arte. Bruno Pellegrino   www.brunopellegrino.it

 

 

  Organizzazione generale e realizzazione: COMUNICARE ORGANIZZANDO   INGRESSO LIBERO Orario: 9.30 –18.30 dal lunedì al giovedì. 9,30 – 19,30 venerdì, sabato e domenica L’accesso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura Per informazioni: tel. 06/6780664