Gli Italiani di Cannes sono imperdibili: il botteghino li premierà

I viaggi di Psiche: 3 film dissimili trattano l’eterno conflitto tra realtà e finzione

di Antonella D’Ambrosio

 

I tre film italiani presentati a Cannes con altissime aspettative, tornano a mani vuote, ma già, dopo il successo di pubblico in Francia, stanno ottenendo il consenso degli spettatori italiani.


Così dissimili per stile, regia e contenuto i tre film italiani, eppure tutti indagano l’abissale- lievissimo confine tra il detto e il non detto, la realtà e la finzione, tra il conscio e l’inconscio.

Ricco e coloratissimo IL RACCONTO DEI RACCONTI, di Matteo Garrone che ha scelto tre  fiabe dalla raccolta più antica d’Europa “Lu cuntu de li cunti”, scritta in  napoletano da Giambattista Basile e pubblicata postuma nel 1634, da cui poi hanno attinto Andersen, Grimm e Perrault. Assistiamo alle incredibili avventure  da “La pulce”, “La vecchia scorticata” e “La cerva fatata”.

I re e le regine valgono meno delle loro pulci affannandosi tra desideri impuri o raggiunti con sacrifici altrui; la vecchiaia è ben lungi dalla saggezza.

La narrazione è fredda, distaccata e proprio per questo si insinua sottopelle, rilasciando la sua magia anche a molti giorni dalla visione.

Da godere nei minimi particolari questa pellicola, somma esperienza estetica, che beneficia della colonna sonora del francese Alexandre Desplat (anche musicista per Reality) e dei preziosi costumi baroccheggianti già ammirati nella bellissima mostra a palazzo Braschi a Roma.


Il grande Nanni Moretti scava nei rapporti famigliari, dirigendosi in
MIA MADRE come interprete del “figlio perfetto”, di chi avrebbe voluto essere, forse per esorcizzare sensi di colpa. Nei suoi panni, invece, la brava Margherita Buy irrequieta regista che trascura la madre malata.

Ad alleggerire il triste tema John Turturro in piena forma, perfino scatenato ballerino: un personaggio sul filo del rasoio che pochi come lui potevano interpretare.

Film  da vedere e rivedere per gustare – in questo caso anche dietro le quinte – come si fa un film.

YOUTH, LA GIOVINEZZA di Paolo Sorrentino ha diviso la critica, ma i suoi detrattori avranno beneficio a rivedere questo magnifico film del geniale regista. In barba al trailer, che ha del manierista, le due ore scorrono nella bellezza – compresa quella di Miss Universo, Madalina Ghenea,  generosamente nuda.

Contrariamente a quello di Garrone, il film commuove perfino, parlando per immagini e attraverso  dialoghi ben dosati dalla penna del regista, abile scrittore, e suoni calibrati – è il caso di dire – da direttore d’orchestra. Tutto concorda all’armonia dell’insieme.

 Antonella D’Ambrosio