Impressioni dal Festival del Cinema di Venezia

di Antonella D’Ambrosio

Lorenzo Vigas, esordiente venezuelano, ha vinto il Leone d’oro della 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia per il film Desde allá; proprio “da lontano” è il modo in cui inizia e finisce il film, nonché la chiave di lettura, suggerita anche dalle scene non a fuoco; racconta la storia di un cinquantenne che adesca ragazzi in strada per farli spogliare davanti a lui, argomento non facile e premio contestato da molti. Alla pellicola giova la presenza del grande attore  Alfredo Castro, l’interprete – per chi lo ricorda- di Tony Manero, altro personaggio scomodo.

Leone d’argento a El Clan  dell’argentino Pablo Trapero, conferma del fatto che, come detto dallo stesso Barbera in conferenza stampa, l’America Latina quest’anno aveva ottime opere al Festival; trent’anni dopo il clamoroso arresto del clan Puccio, che viveva di sequestri di persona, il regista delinea l’inquietante figura del capobanda  interpretato da Guillermo Francella, attore conosciuto per ruoli leggeri, sottolineando il potere di seduzione di questa sconcertante persona.

L’Italia – il cui cinema è più vivo che mai- ha ottenuto la Coppa Volpi grazie all’interpretazione di Valeria Golino, attrice protagonista di Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino già in sala dal 17 settembre.

La Coppa Volpi per il migliore attore è andata invece alla Francia, a Fabrice Luchini, fantastico protagonista di L’hermineriferimento alla toga di ermellino indossata in tribunale – del regista Christian Vincent, sua anche l’ottima  sceneggiatura; assolutamente consigliato a chi desideri risate non convenzionali e pensose.

Tra i film IN CONCORSO ricordiamo ancora:

A Bigger Splash  di Luca Guadagnino esce in sala il 26 novembre. Rifacimento di La piscine di Jacques Deray del 1969 con Alain Delon e Romy Schneider. Ascoltiamo le motivazioni del regista: “..parlava di desiderio, di quattro persone chiuse in una stanza mentale che è la villa in cui si svolge l’azione. Di temi che mi attraggono: la rinuncia, il rifiuto, la violenza nei rapporti tra le persone”. Il coraggioso artista parla al mondo con un’opera completamente nuova e innovativa.

The Danish Girl di Tom Hooper, il sensibile regista de Il discorso del re (2010) non mancherà di coinvolgere il pubblico con questa storia vera narrata con delicatezza e mano esperta.

Equals  di Drake Doremus. Un fantascientifico Giulietta e Romeo tutto basato sulle atmosfere create grazie anche alla coinvolgente colonna sonora; molte scelte interessanti di ambienti futuribili. Nel futuro saremo tutti uguali, non proveremo più sentimenti né avremo istinti sessuali:  film da tenere presente.

Francofonia  di Aleksandr Sokurov. Il Maestro ci viene incontro con un film perfino divertente (Napoleone che si prende tutto il merito del Louvre) e tragicamente commovente con l’attualizzazione delle casse cariche di opere d’arte nel mare in tempesta – anche metafora di un mondo che per salvare distrugge.

Marguerite  di Xavier Giannoli. Delizia di leggerezza, abiti e scenografie: una chicca francese di intrattenimento con una storia che prende le mosse da un fatto vero pur tuttavia considerabile tragico.

 

Sangue del mio Sangue  di Marco Bellocchio. Il Maestro con una leggerezza acquisita nel tempo riesce a incollarci allo schermo e contemporaneamente, qualità rara, a renderci consapevoli della visione; a doppio schermo, incuriositi, seguiamo la vicenda eterna del Male e del Bene.

 

FUORI CONCORSO

Black Mass  di Scott Cooper.La storia vera del gangster irlandese interpretato da Johnny Depp  che si conferma bravo anche da brutto: complimenti al team di truccatori; film convenzionale ma onesto in uscita l’8 ottobre,distribuito dalla Warner Bros.

Non essere cattivo  di Claudio Caligari. Presentato postumo è il film più vitale della Mostra. Caligari, vero erede di Pasolini, sa tratteggiare con mano ferma una gioventù sofferente e una società alla deriva, priva di valori e di futuro.

Premio Speciale della giuria Orizzonti
Boi neon di Gabriel Mascaro. Viaggio nel mondo dei vaqueros brasiliani tra rodei e desiderio di cambiamento girato con realistica crudezza, non piacerà ai benpensanti: consigliatissimo.

Premio Orizzonti per la miglior regia e  Leone del futuro
Brady Corbet per The childhood of a leader. Infanzia di un ipotetico dittatore con madre religiosa: da tenere d’occhio il film e il bravo autore.

Un Festival  vario, aperto al cinema di genere ma anche alla sperimentazione, e ora: tutti a vederli in sala!

Antonella D’Ambrosio