Panoramica di Venezia a Roma

 

 

 

 

 

 

 

di Antonella D’Ambrosio

Anche quest’anno la rassegna cinematografica  I FILM DI VENEZIA E LOCARNO A ROMA ha dato modo di seguire un ampio e variegato panorama di titoli in rappresentanza di tutte le sezioni dei due festival: molti quartieri sono stati coinvolti da questo speciale appuntamento con i film più amati e apprezzati del cinema italiano ed internazionale. La manifestazione è seguita con interesse dagli appassionati come un’occasione unica per vedere in anteprima film d’autore in lingua originale con sottotitolo in italiano, evento irrinunciabile per gli amanti del cinema di qualità.

Eccone una selezione dalla 73°. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia appena terminata, per dare spazio ad altri, volutamente tralasciando il LEONE D’ORO e I due film LEONE D’ARGENTO che pure erano presenti in rassegna.

Si resta incantati dalla bellezza visiva del bianco e nero di FRANTZ. François Ozon ci stupisce nuovamente con un film dal sapore classico; eppure le tematiche del regista ci sono tutte, a partire dalla sottile critica alla pruderie. Un francese che si reca in una cittadina tedesca subito dopo il termine della Prima guerra mondiale non passa inosservato: da godere ogni minimo fotogramma.  Meritato il premio Marcello Mastroianni alla protagonista femminile Paola Beer, sensibile interprete; non da meno Pierre Niney, già molto apprezzato nella parte del celebre stilista in  Yves Saint Laurent di Jalil Lespert (2014).


SPIRA MIRABILIS
di  Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, già in sala, il documentario irrinunciabile sull’immortalità  è scandito dai quattro elementi – fuoco, terra, aria, acqua – indagati in forma inconsueta e, oltre a far pensare, risponde a semplici interrogativi che molti curiosi del presente si pongono, per esempio: viene dall’India quello strano strumento, che alcuni giovani suonano spesso per strada,  somigliante ad una pentola a forma di disco volante? Si resta affascinati e profondamente colpiti dalla molteplicità convergente della visione.

THE JOURNEY di Nick Hamm con Timothy Spall, Colm Meaney, Freddie Highmore: britannici e irlandesi hanno riunito i partiti politici dell’Irlanda del Nord a St. Andrews, in Scozia, per discutere un accordo storico, ora la pace sembrerebbe possibile. L’unico ostacolo è convincere il fervente predicatore protestante Ian Paisley e il repubblicano irlandese Martin McGuinness, che non si rivolgono la parola, ad accettare l’accordo e governare insieme. Di impianto teatrale, il film gode dell’interpretazione di due colossi e dello script ricco di  battute accattivanti.

KING OF THE BELGIANS di Peter Brosens, Jessica Woodworth con Peter Van den Begin, uno straordinario Re Nicola III del Belgio. Durante una visita di stato a Istanbul in compagnia del regista inglese Duncan Lloyd, giunge la notizia che la Vallonia ha dichiarato la propria indipendenza. Il re deve fare subito ritorno in patria per salvare il regno. Al momento di ripartire assieme al suo seguito, però, una tempesta solare colpisce la Terra, mandando in tilt le comunicazioni e causando la chiusura dello spazio, da qui l’avvio a questo road movie esilarante e da incentivo per l’Europa Unita.

BOZZETTO NON TROPPO di Marco Bonfanti, documentario che segue Bruno Bozzetto – atletico e giovanile – nella sua casa in campagna, barricata per non creare danno ai numerosi animali che vivono con la famiglia.  Ne esce un ritratto di splendida persona creativa e serena: un ripasso del suo immenso lavoro e una constatazione di quanto ce lo invidino nel mondo.

CAFFÈ di Cristiano Bortone già avvezzo a darci storie fuori dall’ordinario. Secondo i sommelier, il caffè ha tre sapori: l’amaro, l’aspro e una nota finale profumata; queste sono le tre sfumature per altrettante vicende ambientate in Italia, Belgio e addirittura Cina, dove un brillante manager scopre che la fabbrica di cui si deve occupare rischia di distruggere una valle nello Yunnan, la bellissima regione ai confini col Laos … le cose non vanno come dovrebbero.

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis, il regista già apprezzato di Mozzarella stories e Perez.  Il film, che le sorelle Angela e Marianna Fontana fanno brillare di luce propria insieme a tutto l’indovinato cast, è stato presentato nella sezione “Giornate degli Autori”. Daisy e Viola, gemelle siamesi, sono sfruttate dalla famiglia come fenomeni da baraccone. Si appoggiano anche moralmente l’una all’altra: che può succedere se volessero prendere strade diverse? Quale argomento rappresenta meglio la ricerca d’identità dei giovani ? Il film è distribuito in Italia dal 29 settembre.

Molto interessanti quest’anno i documentari a Venezia, di Enrico Caria  L’UOMO CHE NON CAMBIÒ LA STORIA, cioè il grande italiano Ranuccio Bianchi Bandinelli, massimo studioso italiano d’arte romana e tra i padri dell’archeologia moderna,  convinto antifascista, invitato, nel 1938, ad accompagnare in veste di interprete e cicerone Mussolini e Hitler in giro per musei e siti archeologici: sua intenzione è liberare il mondo da entrambi i dittatori. Condotto come un thriller e intercalato da disegni e filmati d’epoca, ha suscitato l’elogio dei presenti alla proiezione al cinema Farnese Persol.

Dalla Biennale College ORECCHIE, il simpatico film di Alessandro Aronadio. Girato in bianco e nero e a basso budget, si avvale di un cast notevole:  l’esordiente e convincente personaggio principale Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmüller e Niccolò Senni. Il protagonista, tormentato da un problema di acufene, gira  in una Roma riconoscibilissima, quasi da considerarsi amica dello spettatore; cerca di scoprire chi possa essere l’amico Luigi di cui gli è stato annunciato il funerale, in realtà, tra sketch che siamo abituati a subire, tipo il medico che visita fumando, e battute memorabili, come il prete che afferma : “Se non esistesse la paura, sarei disoccupato”è se stesso che troverà.

Antonella D’Ambrosio