La notte che mia madre ammazzò mio padre

di Antonella D’Ambrosio

Inès Parìs regista e sceneggiatrice della spiritosa farsa La notte che mia madre ammazzò mio padre, racconta come è nata l’idea di questa pellicola: “Un po’ di tempo fa ero a cena con delle amiche, e una di loro ha raccontato di quella volta in cui ebbe la pessima idea di invitare a casa sua per il pranzo di Natale, sia il suo ex che la ex del suo attuale compagno.

L’amica ci raccontava quella cena infausta con un certo tono di tragicità, e fu allora che iniziai a pensare che in quel drammatico racconto c’era invece una stupenda commedia”.

Da questa idea, dall’impianto teatrale, sorgono i mille equivoci divertenti che hanno fatto ricevere a quest’opera  il premio del pubblico l’anno scorso a Malaga.

L’esilarante commedia spagnola perde un poco la sua verve nel doppiaggio italiano, ma strappa comunque la risata a chi vuol andare al cinema per rilassarsi, grazie anche al cast composto da: Belén Rueda, Eduard Fernàndez e Maria Pujalte, nonché Diego Peretti nella parte di se stesso.

Al principio tutti i personaggi appaiono molto educati e civili, capaci di avere un rapporto fondato sul rispetto reciproco , visto che oltretutto sono ex marito e moglie ed hanno dei figli in comune, ma piano piano tutti finiscono per perdere il controllo, mostrando le proprie debolezze e idiosincrasie.

Il lato più intimo e personale, quello che meno ci si aspetterebbe e quello che loro stessi vorrebbero meno mostrare, sbuca fuori all’improvviso a rendere comici persone e avvenimenti.

Ángel, il marito, è il personaggio sul quale lo script ha calcato la mano  con battute che affondano, facendo ironia sul mondo  autoriale, sui registi che vedono tutto dal loro punto di vista e che venderebbero la propria famiglia pur di avere successo nella carriera, ma la seconda moglie, Isabel, regge il passo con sperticate pretese da prima donna.

L’humor nero non guasta e aggiunge del sale alle trovate basate sugli equivoci o sul nascondere ad alcuni personaggi ciò che il pubblico ben conosce.

Il climax, il culmine dell’umorismo, infatti, si raggiunge quando compare il famoso cadavere citato nel titolo: nulla si può dire, per non togliere le sorprese, ma la risata è assicurata. Nella tragicità dell’evolversi non può mancare, visto il genere del film, un perfetto lieto fine.

Il film è stato presentato in anteprima italiana nell’ambito dell’ormai consolidata ed apprezzata manifestazione, con eventi speciali, anteprime e ospiti di rilevanza internazionale, che è il Festival del Cinema Spagnolo, tenuto ogni anno nella sala del Farnese Persol di Piazza Campo dei Fiori a Roma.

La pellicola sarà disponibile per la regolare visione in sala dal 18 maggio.

 

Antonella D’Ambrosio