3 marzo 2013: la Giornata delle Ferrovie dimenticate

di Tania Turnaturi

A piedi o in carrozza per un tuffo nell’Italia più verde: si rinnova l’appuntamento con la Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, giunta alla sesta edizione.

L’evento è promosso dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.) che sostiene la mobilità alternativa, uso del tempo libero, turismo e attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili, alla quale aderiscono associazioni ambientaliste, di mobilità sostenibile, di promozione del turismo ferroviario, di salvaguardia del paesaggio tra cui Touring Club, Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Legambiente, WWF Italia, Ferrovie turistiche italiane, Associazione italiana guide ambientali escursionistiche, Associazione utenti del trasporto pubblico, Associazione italiana città ciclabili, Federazione italiana amici della bicicletta onlus, Inventario per le vie di comunicazione storiche

Il progetto, nato da un’iniziativa dell’Associazione Italiana Greenways per preservare la memoria dei tracciati ferroviari non più utilizzati esistenti in Italia, persegue l’obiettivo di  promuovere una rete di mobilità dolce che recuperi e valorizzi infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici) da trasformare in piste ciclabili o pedonali o da rilanciare come ferrovie turistiche.

La rete ferroviaria nella seconda metà dell’Ottocento ha significativamente contribuito all’unificazione del Paese consentendo il raggiungimento di località isolate o impervie e i collegamenti fra nord e sud, contribuendo all’integrazione culturale e punteggiando le campagne di piccole stazioni.

La realizzazione delle cosiddette ferrovie “minori” è stata finanziata all’epoca non dallo Stato, ma dalle amministrazioni locali che volevano sostenere l’economia territoriale, promuovendo i collegamenti con località poste fuori dalle direttrici principali e ciò è proseguito fino alla metà del secolo scorso.

Erano gli anni in cui si affermava l’industria automobilistica, e con il diffondersi dei mezzi di trasporto privati, si arrivò alla dismissione di migliaia di chilometri di linee ferroviarie, a cui si sono aggiunti tratti di linee attive abbandonati per la realizzazione di varianti di tracciato. Si tratta di 5700 chilometri dismessi, molti dei quali potrebbero essere riconvertiti in percorsi ciclopedonali, favorendo il turismo in aree distanti dagli itinerari classici.

Questo patrimonio infrastrutturale di notevole valore storico e artistico (ponti, viadotti, gallerie) che ha disegnato il paesaggio italiano, può essere sottratto all’incuria degli uomini e all’oltraggio della natura e riconvertito ripensandone il riuso, per continuare a valorizzare il territorio per il quale era stato progettato. 

Nei tratti ancora in funzione ma con scarso traffico locale e in quelli dismessi che si snodano in aree paesaggisticamente rilevanti come Parchi e Riserve naturali, l’opzione più plausibile è quella turistica, che può rappresentare una modalità di fruizione “lenta” e rispettosa dell’ambiente, trasformandoli in percorsi verdi o ripristinando un servizio ferroviario che consenta una fruizione ambientale e turistica dei luoghi. 

Tra il centinaio di percorsi proposti in tutta Italia, segnaliamo l’esperienza che si può vivere in Molise percorrendo su un treno turistico il tragitto da Sulmona a Isernia, la cosiddetta  “Transiberiana d’Italia”. 

Nel Lazio si può effettuare l’escursione ad anello attraverso la Tenuta Borgo della Farnesiana, scrigno di bellezze paesaggistiche, naturalistiche e archeologiche costeggiando un tratto della ferrovia Civitavecchia-Orte, che potrebbe diventare un percorso ciclopedonale.

Nel Cilento, partendo dal borgo di San Severino che domina la valle del Mingardo con vista su tre ponti, si transita sul ponte di epoca fascista costeggiando il ramo dismesso della Salerno-Reggio Calabria, si imbocca la mulattiera “Via dei Briganti” fino al castello normanno di Montelmo e si scende lungo le gole del fiume fino al ponte medievale.

Tania Turnaturi

 

 

Tariffa di partecipazione variabile relativamente a ciascun percorso 

Informazioni, elenco e dettagli degli eventi in programma su  www.ferroviedimenticate.it