“Dark Night”: la notte dell’umanità di Tim Sutton

di Antonella D’Ambrosio

Ecco un cinema fatto di immagini, destabilizzante: un film di denuncia che non urla, ma parla potentemente; Tim Sutton non ci va leggero, come nelle sue opere precedenti.

La visione ricorrente di un palo della luce che fa da spartitraffico in un incrocio, nuvole, musica penetrante di sottofondo in una cittadina apparentemente tranquilla. Eppure tutto ci fa pensare che c’è da temere: chi dei personaggi osservati, peraltro tutti inquietanti, darà definitivamente di matto?

Ed è l’azione ad essere perturbante o la non azione?  La ripetizione, la mancanza di veri rapporti tra le persone, il disagio quotidiano: l’apparire e il non essere ? La colonna sonora di questo notevole film è perfetta, ripetitivamente angosciante, ossessiva, ma quasi aggraziata, cosa che la rende ancora più penetrante.

Dice il regista: “Per girare Dark Night (2016) ho avuto sedici giorni. Avevo una sceneggiatura molto precisa. Ho tagliato alcune scene che pensavo non aiutassero la narrazione. L’andamento narrativo doveva essere come un imbuto, in un certo senso, sempre più stretto. Ci sono alcune scene che mi sono davvero piaciute ma che ho tagliato. È un film abbastanza duro così com’è e non volevo portare la gente fuori da questa spirale. E così siamo andati avanti in termini di atmosfera da thriller, piuttosto che rappresentare momenti reali”.

Forse è proprio l’urgenza dei soli sedici giorni a disposizione che rende quest’opera impeccabile e rigorosa.

Maica Armata, l’autrice della colonna sonora, cantautrice canadese, musicista e produttrice e il regista Tim Sutton si sono incontrati al festival RIDM (Montreal International Documentary Festival), dove lei si esibiva, quando Sutton stava proiettando il suo film, Memphis. Da quell’incontro è nata una collaborazione molto proficua.

Girato a Sarasota, in Florida con il contributo alla fotografia di Hélène Louvart (Pina di Wim Wenders, Le meraviglie di Alice Rohrwacher), Dark Night offre visioni di paesaggi, curati e contemporaneamente tristi che ben rendono il malessere e il senso di tremenda solitudine dell’ambiente, facendone una inquietante e complessa analisi sociale.

Vincitore del Premio Lanterna Magica alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia,  il film è stato presentato nella selezione ufficiale del Sundance Film Festival.

Liberamente ispirato al tragico caso che si consumò in un cinema, Dark Night ritrae sei personaggi, compreso il giovane killer, nelle ore precedenti l’attentato criminale. Sei giovani galleggiano in un vuoto di relazioni: ciascuno di loro potrebbe essere l’artefice del folle gesto, ma anche la vittima. Le loro azioni e il loro vissuto sembrano condurli a piccoli passi verso il dramma finale, sia che siano il carnefice o le di lui vittime, spettatori ignari.

Il 20 luglio del 2012 il ventiquattrenne James E. Holmes aprì il fuoco alla prima di Dark Knight Rises (Il cavalire oscuro- Il ritorno) di Christopher Nolan in un cinema di Aurora in Colorado; uccise 12 persone e ne ferì 70. Il 7 agosto 2015 James Holmes è stato condannato a 12 ergastoli, uno per ogni vittima.

Il film, ispirato agli eventi del Massacro di Aurora, è in sala dal primo marzo.

 

Antonella D’Ambrosio