VISAGES, VILLAGES il nuovo film di Agnès Varda e JR

di Antonella D’Ambrosio

Poesia, arte e incontri di varia umanità, tutto questo e molto di più è il delicato, profondo, coinvolgente film della quasi novantenne  Agnès Varda.

Un viaggio attraverso i paesi della Francia di due artisti, Agnès Varda e J R, su un suggestivo furgone che rappresenta esteriormente una grande macchina  fotografica ed è capace di sviluppare foto a dimensioni di manifesto. E’ anche un percorso nella memoria dei due viaggiatori, delle loro precedenti opere, ma anche nei ricordi intimi delle persone che incontrano e della collettività.

JR espone liberamente fotografie monumentali in bianco e nero sui muri di tutto il mondo, attirando l’attenzione di coloro che non frequentano abitualmente i musei. Incolla le sue fotografie negli spazi pubblici per rivelare volti e testimonianze degli invisibili: operai, contadini, gente di paese.

Durante i collage le comunità prendono parte al procedimento artistico, in una continuità tra attori e spettatori; prima di questo film e J R ha operato nelle banlieue francesi, in Turchia, perfino a Times Square a New York, passando per i ghetti del Kenya e le favelas brasiliane.

L’artista ha scelto di creare gallerie fotografiche all’aperto, ma non si espone mai: si nasconde sotto un cappello e un paio di occhiali da sole.

“Occhi e sguardo sono importanti nel tuo lavoro”, ha detto Agnès Varda rivolta a JR. “E sono importanti nel film. Tu ci vedi molto bene, a compensare la mia vista sfocata, e paradossalmente i tuoi occhi sono sempre nascosti dietro un paio di occhiali neri. Ci sorprendiamo a vicenda. Spero che sorprenderemo soprattutto gli spettatori, con il nostro rapporto e con le incredibili testimonianze”che entrambi gli artisti, con esercizio di maieutica, sanno cavar fuori delle persone incontrate lungo il viaggio.

L’opera cinematografica racconta anche la storia di un’amicizia che è cresciuta durante la lavorazione tra scherzi e sorprese, discutendo e ridendo delle differenze, con l’amore e il saper ascoltare le persone incontrate lungo il cammino, che, seppure umili, sembrano capire la loro arte con un’apertura mentale non da tutti. Significativo l’incontro con l’uomo che approva la grande capra con le corna fotografata e incollata sull’hangar e rimane scosso dal loro racconto su alcuni allevatori che bruciano le corna di queste creature spesso litigiose.

Con l’attenta regia della Varda l’arte di JR si trasforma in un film, un racconto per immagini che scorre come narrato davanti al camino tra persone legate da profondi affetti.

è già nelle sale italiane, distribuito dalla Cineteca di Bologna, dopo aver raccolto molti premi internazionali, tra i quali L’oeil d’or al Festival di Cannes, il Premio del pubblico al Festival di Toronto per il miglior documentario e aver partecipato agli Oscar per la stessa qualifica,

nomination che accompagna il Premio Oscar alla carriera ricevuto lo scorso novembre da Agnès Varda, prima regista donna nella storia dell’Academy a essere insignita di un Oscar alla carriera.

Scoraggiati dalle notizie di cronaca, avviliti da come va il mondo, irritati da colleghi o coinquilini dedicatevi quest’ora e mezza di attenzione e rispetto per gli altri e la natura, visione ricca di idee originali e che ne stimola altre.

 

Antonella D’Ambrosio