Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro

di Antonella D’Ambrosio
Il cane Jimi è più libero di un umano: può attraversare la frontiera senza problemi. Questo succede in Torna a casa, Jimi! film divertente e gentilmente ironico che mette il dito nella piaga del problema di Cipro: Nicosia, infatti, è l’ultima capitale divisa in due del pianeta; dal 1974 è spaccata tra la parte appartenente alla Repubblica di Cipro e quella occupata dai Turchi, non riconosciuta dalla Comunità Internazionale.

Da questo dato di fatto politico e reale, si generano situazioni che sfiorano il surreale: “Un uccello lo fermate?” chiede il protagonista al poliziotto di frontiera che gli sta spiegando che gli animali non possono attraversare il confine. Il regista Marios Piperides, cipriota di nascita, ha nel cuore questa tragica problematica e per portarla al pubblico ha scelto lo stile allegro della commedia.

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Si susseguono scene spassose, come quella in cui i cosiddetti “nemici” interpretano il modo di abbaiare dei cani nelle varie lingue. O quella in cui Adam Bousdoukos, l’ottimo protagonista, nato ad Amburgo da genitori greci e divenuto famoso grazie al film Soul Kitchen, si affaccia da una terrazza che guarda la parte turca e dialoga in inglese con un soldato di guardia: questa è diventata la lingua di confine tra ciprioti.

Tra disavventure e situazioni troppo avventurose il rocchettaro impenitente Yiannis, mica per nulla il suo cane ha il nome del grande Hendrix, incontrerà persone poco raccomandabili e turchi gentili. Il check – point diventa il perno del surreale meccanismo del dentro e fuori, del permesso e del proibito, del concesso e dell’illegale.

Marios Piperides racconta la vita quotidiana di un’isola mezza greca e mezza turca per denunciare la deformità della politica e l’urgenza di conquistare un orizzonte pacifico, come sperano tutte le persone di buon senso che vengono in contatto. Gli animali sono superiori a queste meschinità umane, come lo sarà il calumet della pace fumato in una delle azzeccate scene finali.

Coronano il film spiritosi titoli di coda “in frontiera”: vedere per credere. La pellicola è distribuita dalla Tucker Film, fondata nel 2008 e riuscita a ritagliarsi uno spazio ben definito nel panorama italiano della distribuzione indipendente, cioè dalla casa che ha fatto conoscere al grande pubblico preziosi film come, solo per citarne due: Ritratto di famiglia con tempesta di Kore-eda e Easy – Un viaggio facile facile di Andrea Magnani.

Antonella D’Ambrosio